Mobilitazioni per l’Imam di Torino Mohamed Shahin, espulso per le sue opinioni

Dopo mesi di disquisizioni semantiche sull’uso proprio e improprio del temine genocidio, sulla pelle delle persone vive e morte in Palestina, in Italia le istituzioni sono arrivate ad espellere un esponente della comunità islamica, l’Imam di Torino Mohamed Shahin. La ragione? Le sue opinioni riguardo alle ragioni scatenanti la strage del 7 ottobre 2023, ovvero i precedenti 75 anni (allora) di occupazione, violenza e soprusi. Una prima considerazione: trovare dei nessi di causalità non significa giustificare un fatto; un fatto, anche quando grave, atroce e disumano, può avere delle radici nella storia della gente e della regione in cui avviene. Una seconda considerazione: la nostra Costituzione, con l’articolo 21, garantisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Come è possibile che accada, dunque, che una guida spirituale, nota per altro per la sua esperienza nel dialogo interreligioso, venga prelevata ed espulsa dal nostro Paese per le proprie opinioni? Purtroppo è accaduto. Molte le voci che si sono levate in sua difesa, sia dalla sua comunità, sia dalla sua città, che dal resto di Italia e perfino dalla Curia.
Milano Resistente si unisce alle richieste fatte a tutti i livelli per la liberazione di Mohamed Shahin, anche in considerazione del fatto che l’Egitto, suo Paese di origine, da cui per scelta manca da oltre 20 anni, non garantirebbe la sua sicurezza e incolumità ma piuttosto punirebbe il suo attivismo. Ad oggi, l’Imam resta recluso, come “nemico pubblico”. Speriamo che questa grave lesione della libertà di parola e di azione di un cittadino incensurato ed impegnato sul nostro territorio per la Pace venga bloccata al più presto.
Video : Appello del vescovo Deri, della Diocesi di Pinerolo, per l’Imam Mohamed Shahin