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Gentili Onorevoli,siete chiamati a votare, a meno di un anno dalla prossima scadenza elettorale, una legge che cambierà le regole del voto nazionale e che, a detta di autorevoli costituzionalisti, metterà in discussione il ruolo del Parlamento in quanto luogo di rappresentanza della sovranità popolare. Ove una coalizione raggiunga il 42% dei voti, il premio di maggioranza previsto con oltre cento parlamentari eletti nelle due Camere in un listino bloccato determinerebbe infatti un Parlamento che non rappresenta la volontà degli elettori e viola il principio di proporzionalità e di eguaglianza del voto. I capilista bloccati sarebbero decisi dalle segreterie di partito senza obbligo di equilibrio tra i generi, con una prevedibile ulteriore riduzione della rappresentanza femminile nelle aule parlamentari. L'obbligo – poi – per ciascuna lista dell'indicazione di un candidato premier limiterebbe di fatto i poteri costituzionali del Presidente della Repubblica. Per di più la richiesta di 6.000 firme per collegio per la presentazione di liste che non hanno una rappresentanza in Parlamento renderebbe in pratica impossibile tale presentazione vanificando il diritto di elettorato passivo. Per questi motivi l’ANPI vi chiede di fermare questa legge e di riaprire una discussione tra tutti i gruppi parlamentari per proporre un testo legislativo che, pur riconoscendo l'importanza della governabilità, la subordini al valore costituzionale della rappresentanza dei cittadini e delle cittadine, a fronte di un crescente astensionismo che rivela disincanto e sfiducia verso le istituzioni rappresentative, la cui debolezza finirebbe col distruggere i fondamenti stessi della nostra democrazia.Cogliamo l’occasione per ribadire l’impegno dell’ANPI per la difesa della democrazia costituzionale, contro qualsiasi rischio di deriva antidemocratica, in obbligo della sua missione statutaria, che prevede fra i suoi compiti il “concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli”.Distintamente,Gianfranco Pagliarulo Presidente nazionale ANPI🔍 www.anpi.it …
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Vi segnaliamo questa importante occasione di approfondimento sui cambiamenti alla legge elettorale voluti dal Governo Meloni e che di fatto cambiano gli equilibri costituzionali. …
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Segnaliamo questo evento del 3/4 ottobre. …
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🔴 APPELLO 🔴 NESSUNA PERSONA E’ IDONEA (A ESSERE TORTURATA) 🔶 LA CURA NON E’ UN REATO 📌Milano, piazza San Babila21 settembre ore 18📧 Per adesioni (entro le 13 di lunedì): presidio21settembre@gmail.comChe le sempre più frequenti intimidazioni subite dal personale medico chiamato a certificare l’idoneità al trattenimento nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio potessero un giorno cedere il passo a iniziative giudiziarie volte a coinvolgere chi fosse “colpevole” di rilasciare “troppi” certificati con esito negativo, era qualcosa che fino a qualche tempo fa sembrava poter essere relegato ad un romanzo distopico.Allora, credevamo nell’autonomia di giudizio del* medic*, quando questo giudizio rimane ancorato ad evidenze oggettive e ai principi fondamentali della materia oltre che a quelli della deontologia medica.E’ arrivato poi però il caso “Ravenna” della scorsa primavera, a riportarci bruscamente con i piedi per terra, una terra in cui lo Stato pretende di condizionare questi giudizi, e di criminalizzarne gli autori quando questi si allontanano dal risultato auspicato: quello di dare un senso ai CPR riempiendoli il più possibile, per giustificarne l’esistenza, l’esigenza e i costi, per così alimentare la propaganda securitaria fondata sulla paura di una perenne emergenza dell’invasione “aliena”.Ma i fatti delle ultime ore, con perquisizioni domiciliari mattutine in tutta Italia, degne dei peggiori criminali, e l’imputazione del reato di associazione a delinquere a danno di chi, come il dr. Nicola Cocco, più si è speso ed esposto per denunciare e raccogliere documentazione della patogenicità dei CPR, ha davvero superato il limite dell’immaginazione, oltre che quello della democrazia.E questi fatti richiedono ora una ferma reazione, che in tante e tanti si sentono di condividere con noi.La pretesa di piegare un atto di cura a un atto di polizia non può infatti più essere tollerata. Specie ora che la pressione, con il Patto UE Migrazione e Asilo dello scorso giugno, si è fatta più forte e chiede che con un altro simile atto medico (quello di “screening”) si dia l’avallo formale alla detenzione amministrativa e alla deportazione – anche in paesi terzi – di chiunque bussi alla fortezza Europa: uomini, donne e bambini.Teniamo però a sottolinearlo: questa pretesa deve essere contestata e arginata non tanto e non solo nell’interesse della categoria medica, nel nome della sua indipendenza, ma nell’interesse di chiunque si auguri di trovarsi ancora in un Paese in cui vengano garantiti i diritti e le libertà fondamentali di ciascun*.E in particolare, e ancor di più, una ferma presa di posizione collettiva deve essere assunta nell’interesse delle migliaia di persone che ogni anno, da quasi 30 anni, grazie a superficiali e frettolose certificazioni della loro pretesa “idoneità” al trattenimento, passano dal tritacarne della detenzione amministrativa e dalla deportazione, nell’indifferenza quasi generale, costrette – solo per il fatto di non essere in possesso di un pezzo di carta che la legge ha reso impossibile acquisire – a immolare tempo della propria vita e la propria salute sull'altare della propaganda securitaria di Stato.Perchè quello che questi giorni insegnano è soprattutto questo: che è evidentemente deflagrata l’esigenza, ora più che mai, per chi ci governa, di nascondere quello che sta diventando invece sempre più evidente e noto: i CPR – proprio i “gioielli” di famiglia, fiero paradigma ostentato ed esportato – sono luoghi di sistematica oppressione e violenza psicofisica, nei quali gli abusi strutturali e le violazioni dei diritti fondamentali e della stessa dignità umana si combinano con condizioni di trattenimento disumane e con il sinistro utilizzo di queste strutture quale discarica sociale per le persone più fragili ed emarginate. Utilizzo che ha fatto registrare una vera e propria deriva manicomiale ad ogni effetto, se non fosse che non si tratta di luoghi di cura, ma di abbandono e di violenza. Il logorio psicofisico del dubbio, nei detenuti, circa la propria sorte e la durata (e il senso!) di questa prigionia senza reato fa poi il resto, accendendo fatalmente la miccia della spirale dell’autolesionismo, dei pestaggi e della somministrazione indiscriminata di sedativi, in questi luoghi che possono essere legittimamente definiti patogeni per chiunque vi ci entri.E che siano patogeni è ormai sostenuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dalla letteratura scientifica, oltre che comprovato da vagonate di cartelle cliniche e testimonianze video e fotografiche. Peraltro, che non vi sia garantito il diritto alla salute l’hanno detto chiaramente, in questi ultimi mesi, persino il Consiglio di Stato e la Corte Costituzionale, restando inascoltati. Il Comitato europeo di Prevenzione della Tortura ha evidenziato nel 2024 gravi criticità, tra cui "la pratica della diffusa somministrazione di psicofarmaci non prescritti alla popolazione trattenuta" e "casi di maltrattamenti fisici e di uso eccessivo della forza da parte del personale di polizia nei confronti di persone trattenute" .In tale contesto, non può meravigliare quindi se un* medic*, anzi tant* di loro, valutando in scienza e coscienza, e in conformità con l’art. 32 della Costituzione e del Codice di Deontologia Medica, possano considerare una o più persone inidonee al trattenimento in CPR.Semplicemente perchè la verità (scientifica) è che NESSUNA PERSONA E’ IDONEA (A ESSERE TORTURATA)Sennonché, questa grande scontata ma nascosta verità – che nei CPR si pratichi ormai strutturalmente (da quasi 30 anni e oltre 40 morti) la tortura di Stato e che l’unica soluzione è che vadano chiusi – è quanto di più “pericoloso” possa esserci per chi ha fatto dei CPR il proprio cavallo di battaglia politica.E allora va colpito chi dice, e certifica e documenta, questa verità.E quale miglior espediente che quello di sbattere il dottore in prima pagina e accusarlo di dire il falso o di organizzarne altri perchè altri lo facciano?Ma ormai il re – e soprattutto la regina – sono nudi e chi li ha additati è dalla parte del giusto e non ha nulla da temere. E tutt* noi siamo con loro.Queste le nostre conclusioni, che soprattutto dopo questi giorni, sono sempre più condivise e vanno difese e rivendicate:🔶il vero crimine è la violenza di Stato sulle persone migranti: nei CPR, nei cosiddetti “luoghi idonei”, alla frontiera, con le deportazioni, con la clandestinità forzata e con la criminalizzazione. E noi andremo avanti a denunciarlo.🔶solidarietà all* medich* coinvolt* dalle perquisizioni e dalle indagini di questi giorni, criminalizzat* per aver detto il vero, sulla base di evidenze scientifiche e principi deontologici, e non certo ideologici.🔶I CPR sono strutturalmente fondati sulla violenza, luoghi irrimediabilmente patogeni, e vanno quindi chiusi.NESSUNA PERSONA E’ IDONEA (A ESSERE TORTURATA). – LA CURA NON E’ UN REATO📌Milano, piazza San Babila21 settembre ore 18💥Se sei medic*, vieni con il tuo camice!📧Per adesioni (entro le 13 di lunedì): presidio21settembre@gmail.comPer info: noaicpr@gmail.com …
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Alcune foto della Passeggiata Partigiana di sabato 12 settembre del Teatro Officina con la nostra Valentina. …
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