NO AL DDL GASPARRI

Il disegno di legge Gasparri: come il governo intende strumentalizzare la lotta all’antisemitismo per mettere a tacere l’opposizione alle politiche genocide di Israele, criminalizzando il diritto di critica e limitando la libertà di insegnamento
Il DDL Gasparri (S. 1627) – “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo” – attualmente all’esame in Commissione al Senato, richiama la definizione di antisemitismo dell’Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto (IHRA), disponendo un impianto repressivo e sanzionatorio con l’introduzioone di margini di discrezionalità su un tema così importante e delicato.
Lo scopo neanche troppo celato del governo italiano con questa proposta è quello di sovrapporre
antisemitismo e forme di legittima critica allo Stato di Israele e alle sue politiche, come quelle diffuse e pacifiche che hanno animato i luoghi della conoscenza e le piazze dell’intero Paese negli ultimi mesi.
Si prevedono infatti specifiche disposizioni a danno dell’autonomia educativa delle istituzioni scolastiche e universitarie, con corsi annuali obbligatori per studenti e docenti e regolamenti ministeriali per la segnalazione di presunti comportamenti antisemiti.
La scuola e l’università italiane hanno una lunga tradizione di impegno civile e di educazione ai valori della Costituzione, della Memoria e della Pace. Non vi è dunque alcun bisogno di portare dall’alto obblighi di uniformità che li privino della propria autonomia, soprattutto se scaturiti in quell’ambiente politico e culturale che dell’antisemitismo istituzionale è proprio erede: non dimentichiamo infatti che la destra italiana fatica ancora oggi a prendere le distanze con la dovuta forza dall’operato del regime fascita in materia di leggi razziali e deportazione dei cittadini italiani ebrei.
Auspichiamo che il DDL Gasparri venga bloccato nel suo iter parlamentare dalle opposizioni e da una forte mobilitazione popolare.

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