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UNA BORSA PER LA VITA


La guerra distrugge le vite e interrompe la linea del tempo: si perde il passato, non si vive il presente, si smette di immaginare il futuro.
Lo hanno detto chiaramente, dal palco dell’Arena dei Martinitt di via Rubattino, ragazze e ragazzi gazawi in inglese e perfino italiano correnti.
Giovani sui 20 anni che hanno letteralmente ricominciato a vivere, come rinati dopo l’arrivo in Italia, grazie allo sblocco delle procedure di transito a seguito dell’assegnazione, meritata e mai goduta a causa del blocco israeliano, delle borse di studio nell’ambito del programma IUPAL dell’Università Statale di Milano.
Una compostezza e una dignità molto più adulte della loro età, ognun@ di loro ha riferito delle immense privazioni vissute in questi lunghi e tragici mesi e del costante, fermo pensiero alle loro famiglie e agli altri studenti e studentesse ancora prigionieri della situazione invivibile pur successiva alla cosiddetta tregua.
Una Patria, la Palestina, indossata nei vestiti e portata con orgoglio sin qui, con l’estrema riconoscenza per quanti – tanti – hanno reso possibile l’avverarsi del loro sogno di formazione, in medicina, in letteratura … in normalità.
La serata organizzata il 9 luglio ha concesso di conoscere di persona questo gruppo meraviglioso e chi l’ha accompagnato fino a Milano, da Ortica Memoria che ha organizzato la proiezione di raccolta fondi, ai referenti dell’Ateneo, al Municipio 3. 
L’impegno però non finisce, il programma potrebbe portare altre persone a ritrovare la vita e i propri desideri e progetti, per cui il sostegno è ancora più che mai urgente e necessario: per attivarsi, basta donare qualsiasi cifra e diffondere la voce.
Ecco i riferimenti: 
Università degli Studi di Milano
CAUSALE (obbligatoria): 
“Erogazione liberale a favore degli studenti palestinesi”
IBAN: IT97 G030 6909 4000 0000 0463 971
Una menzione speciale alla nostra Statale che ha accolto il maggior numero di studenti e studentesse palestinesi di tutta Italia, tenendo alto il valore di Capitale della Resistenza della nostra città.

Riferimenti:
https://lastatalenews.unimi.it/raccolta-fondi-sostegno-percorso-studio-studentesse-studenti-palestinesi
https://www.unimi.it/it/studiare/borse-premi-mense-e-alloggi/borse-di-studio-unimi-path

THE SEA – film 2025
(descrizione tratta da https://mescalitofilm.com/distribuzione/the-sea/)
Khaled ha dodici anni e vive vicino a Ramallah. Il mare è a un’ora di distanza, eppure sembra irraggiungibile: permessi, posti di blocco, divieti. Il giorno della gita scolastica tutto pare finalmente possibile, finché al checkpoint le autorità lo fermano e lo rispediscono indietro. Umiliato e determinato, Khaled scappa e si mette in viaggio da solo verso il Mediterraneo, senza conoscere la lingua né la strada. Quando Ribhi, suo padre, scopre che il figlio è scomparso, lascia il lavoro e lo cerca attraversando città e periferie, consapevole che ogni controllo può costargli l’arresto e l’unica fonte di reddito. 
Perché vederlo ora. Perché Gaza è ancora un’emergenza umanitaria: anche nei periodi di tregua o riduzione delle ostilità, restano criticità enormi su accesso agli aiuti, sicurezza dei civili, continuità delle cure, protezione degli operatori umanitari e possibilità reale di ricostruire una vita quotidiana. The Sea racconta tutto con la forza di una storia essenziale: un bambino di 12 anni che sogna di vedere il mare – a un’ora di distanza, eppure irraggiungibile – e un padre che lo cerca rischiando tutto. È un film che non “spiega” il conflitto: lo fa sentire, mettendo lo spettatore davanti a ciò che spesso resta fuori campo: l’infanzia, la dignità, la paura, la distanza tra normalità e realtà.

link: https://www.theseafilm.it/
trailer: https://www.youtube.com/watch?v=D3KA7lULKnY

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