La moda è potere. Come un’industria modella il nostro futuro.

Questo mese vi proponiamo una lettura sul mondo della moda scritto a sei mani femminili, edito da Altreconomia e nato dal basso: potrebbe sembrare un tema non esattamente e direttamente legato ad ANPI, né alla nostra specifica sezione, sebbene Milano ne venga considerata la capitale italiana. Le dimensioni professionale, sociale, ambientale ed umana di questo comparto ci devono invece interessare al pari di altri nel merito delle garanzie dei diritti e delle filiere che hanno valore e dignità a livello trasversale, dal punto di vista geografico e di genere.
Dietro le riviste patinate, le sfilate e l’illusione dei prezzi stracciati si nasconde una guerra silenziosa.
La moda è potere: un sistema che plasma presente e futuro attraverso lo sfruttamento di corpi e risorse. Dalle inchieste sulla schiavitù moderna nei distretti del lusso italiano fino agli impatti sociali e ambientali nelle periferie del mondo. Questo libro squarcia il velo di ipocrisia del settore.
Le autrici accompagnano il lettore in un viaggio tra salari da fame, repressione sindacale e greenwashing, dando voce a chi ha deciso di alzare la testa.
Non è solo una denuncia ma un manifesto per una transizione giusta: per salvare il pianeta e restituire dignità al lavoro bisogna ridistribuire ricchezza, potere e bandire la fast-fashion.
Illustrazione di copertina di Laura Anastasio
Le autrici:
– Deborah Lucchetti è coordinatrice della Campagna abiti puliti, sezione italiana della Clean clothes campaign e presidente della cooperativa sociale Fair. Vanta una lunga esperienza in Gioventù operaia cristiana (Gioc), educativa di strada e formazione sui diritti del lavoro. Ex-operaia metalmeccanica e sindacalista, è esperta di imprese, lavoro, diritti umani e globalizzazione. Studia e applica la ricerca sociale come pratica trasformativa per mettere al centro il punto di vista del lavoro. Ha recentemente contribuito a “Impresa e diritti umani sul lavoro tra normativa e prassi” a cura di Fausta Guarriello (Franco Angeli) e a “Trame di lavoro. Pratiche di ricerca trasformativa” curato da Anne-Iris Romens e Nicola Quondamatteo (Meltemi, in corso di pubblicazione).
– Alessia Cesana è giornalista di Altreconomia. Scrive di diritti e di tutto ciò che li minaccia o li promuove. Si è avvicinata al tema dell’impatto ambientale dell’industria tessile frequentando la Scuola di giornalismo Lelio Basso. Lavora con passione a inchieste e reportage, divora podcast nel tempo libero.
– Martina Ferlisi è giornalista di Altreconomia, dove si occupa di diritti, ambiente e lavoro, con un’attenzione particolare alle storie che danno voce a chi viene escluso dal dibattito pubblico.
Per aiutarvi, come sempre, ad avere più elementi possibili a disposizione per decidere o meno se leggere questo libro, vi proponiamo qui un’interessante presentazione audio.
Vi segnaliamo inoltre la campagna Abiti Puliti sulla quale potete informarvi ed eventualmente aderire cliccando qui.